
Da questa campagna elettorale che si è appena conclusa si possono trarre già dei dati interessanti riguardo ad un tema molto importante secondo il mio punto di vista: il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi.
Tralasciando le molte testate giornalistiche estere, si potrebbero citare organizzazioni internazionali come Reporter Sans Frontier, Freedom House, ma anche istituzioni come il Parlamento Europeo, l’ONU (1, 2), il Consiglio d’Europa, l’Osce.
Tutti organismi che hanno denunciato l’anomalia italiana in tutta la sua drammaticità.
Cito solo l’OSCE che in un paragrafo di un suo documento sintetizza il succo del discorso:
[...]His family (nda: di Silvio Berulsconi) is the owner of Fininvest Holding, which owns a large part of Mediaset, which in turn fully owns the Publitalia advertisement enterprise.
In a democracy, it is incompatible to be both in command of news media and to hold a public post.
[...]this is a conflict between political and business interests in combination with shaping public opinion.[...]
N.B. Il grassetto non l’ho aggiunto io. E’ proprio l’OSCE ad evidenziare quel passaggio.
Molto chiaro, no?
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