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Conflitto di Interessi

Mar 15 / 04 / 2008

Da questa campagna elettorale che si è appena conclusa si possono trarre già dei dati interessanti riguardo ad un tema molto importante secondo il mio punto di vista: il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi.

Tralasciando le molte testate giornalistiche estere, si potrebbero citare organizzazioni internazionali come Reporter Sans Frontier, Freedom House, ma anche istituzioni come il Parlamento Europeo, l’ONU (1, 2), il Consiglio d’Europa, l’Osce.
Tutti organismi che hanno denunciato l’anomalia italiana in tutta la sua drammaticità.

Cito solo l’OSCE che in un paragrafo di un suo documento sintetizza il succo del discorso:

[...]His family (nda: di Silvio Berulsconi) is the owner of Fininvest Holding, which owns a large part of Mediaset, which in turn fully owns the Publitalia advertisement enterprise.

In a democracy, it is incompatible to be both in command of news media and to hold a public post.

[...]this is a conflict between political and business interests in combination with shaping public opinion.[...]

N.B. Il grassetto non l’ho aggiunto io. E’ proprio l’OSCE ad evidenziare quel passaggio.

Molto chiaro, no?

Bene, tutte queste citazioni per quanto significative e autorevoli, non rendono l’idea dei veri effetti della nostra anomalia.
A molti potrebbe infatti sembrare che il tema del conflitto di interessi sia un argomento puramente teorico e filosofico che, nella realtà, non crea alcun danno.

In questo post voglio proprio esporre un esempio reale verificatosi nella campagna elettorale appena conclusa che, con dati alla mano, smonta la teoria che spesso si sente discutendo di questi temi, ovvero che “in realtà le reti mediaset non favoriscono Silvio Berlusconi”.

La fonte dei dati è il Centro di Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva, che per conto dell’Agcom effettua il monitoraggio sulle campagne elettorali dal 1994.

I dati non avranno bisogno di molti commenti, si spiegano molto bene già da soli.

CAMPAGNA ELETTORALE 2006

Parto dalla precedente campagna elettorale per dimostrare che quella di quest’anno non è un’eccezione.
Fonte dati: http://www.centrodiascolto.it/attach/1145897485.pdf

Interventi in voce nei telegiornali, per coalizione:
(dati dall’11 febbraio 2006 al 7 aprile 2006)

Il grafico mostra quanto tempo totale è stato riservato (in voce) agli schieramenti politici durante i vari telegiornali Rai e Mediaset.
(spicchi azzurri: centro destra, spicchi rossi: centro sinistra)


(fonte: pagina 3 del rapporto “Par condicio elezioni 2006″)

Il telegiornale più bilanciato risulta essere il TG3 (più tempo al centro sinistra per meno di 8 minuti).

Sulle reti RAI, in totale, il vantaggio è comunque del centro destra (51%) rispetto al centro sinistra (47.79%).
In termini di tempo gli esponenti del centro destra hanno avuto 20 minuti in più di quelli del centro sinistra.

Sulle reti Mediaset, i 2/3 del tempo (66.33%) sono andati ad esponenti del centro destra, 1/3 (33.20%) ad esponenti del centro sinistra.
In termini di tempo sulle reti mediaset gli esponenti del centro destra hanno avuto 3 ore in più di quelli del centro sinistra.
(da evidenziare il TG4: 74% al centro destra, 26% al centro sinistra: 3 ore e 52 contro 1 ora e 21)

CAMPAGNA ELETTORALE 2008

Bene, ora ecco i dati della campagna elettorale appena conclusa.

Interventi in voce nei telegiornali, per coalizione:
(dati dal 7 febbraio al 17 marzo 2008)

I dati non riguardano l’intero periodo pre-elettorale visto che si è concluso poche ore fa, ma sono relativi al periodo che va dal 7 febbraio al 17 marzo 2008.
Lo studio completo immagino sarà disponibile fra qualche mese, ma intanto sul blog del sito del Centro di Ascolto si possono trovare i dati riguardo al tempo di parola nelle edizioni principali dei TG Rai e Mediaset.

I dati sono in forma tabellare e li ho importati in un foglio di calcolo (link) per poterne fare il grafico e per considerare:

  • come Partito Democratico la somma del tempo di parola dei seguenti partiti: PD + L’ulivo + IDV + L’Unione + DS + Margherita
  • come Popolo delle Libertà la somma del tempo di parola dei seguenti partiti: PDL + AN + Lega + FI + CDL

(perchè sono questi in realtà i partiti che sostenevano i rispettivi gruppi politici durante la campagna elettorale).

Ecco quindi l’elaborazione grafica del “tempo di parola nelle edizioni principali dei TG Rai e Mediaset” a partire dai dati del Centro di Ascolto:

Mentre nei TG Rai il vantaggio del PDL, come tempo di parola, è del 2,65% pari a 18 minuti; nei TG Mediaset la differenza, a favore del PDL, è di 26,60 punti percentuali pari a 2 ore, 3 minuti e 28 secondi.
Praticamente fra Tg4,Tg5 e Studio Aperto il PDL ha avuto più del doppio del tempo di parola concesso al PD.

Aggiungo che il Centro di Ascolto ha fornito anche un “indice elaborato” che “rappresenta l’elaborazione dell’indice di ascolto auditel, ponderato sulla durata degli interventi”.
Questo dato cambia di poco (1 solo punto) il vantaggio del PDL nei TG Rai.
Usando questo dato sui Tg Mediaset risulta che la differenza diminuisce di circa il 10% portando il vantaggio per il PDL al 15,89%. (nel foglio di calcolo c’è anche questo grafico)
E’ però da notare che la diminuzione di 10 punti della differenza non ha portato 10 punti percentuali in più al PD. Di questo 10% 6 punti sono andati agli altri schieramenti, 2 se li è tenuti il PDL e solo 2 punti sono andati al PD.
Aggiungo ancora che se consideriamo solo PD e PDL e quindi prendiamo come totale il tempo parlato da PD + PDL, ritroviamo, sulle reti Mediaset, esattamente le stesse percentuali del 2006 come tempo di parola nei TG: 67% per PDL e 33% per PD (nel 2006 era 66% centrodestra e 33% centrosinistra)…
Che sia un caso o, azzardo/ipotizzo/immagino malignamente, una regola da seguire?

Totale dei totali:
tempo in più per il PDL nei Tg Rai: 18 minuti
tempo in più per il PDL nei Tg Mediaset: 2 ore, 3 minuti e 28 secondi.

“CONFRONTO” A MATRIX DI VENERDI’:

Non ho seguito in diretta la puntata di Matrix di Venerdì dove Silvio Berlusconi e Walter Veltroni sono stati ospiti, ma l’ho registrata e me la sono quindi riguardata stamattina presto… molto, troppo presto :D

Perchè una sezione a parte per Matrix? Perchè subito dopo la puntata è “scoppiata” una polemica sui tempi dati ai 2 candidati, precisamente sulla durata delle interruzioni pubblicitarie: «Pubblicità più lunga con Veltroni» ha protestato il PD.

Allora mi sono detto: bene, mi guardo Matrix e cronometro tempi e pubblicità.

Matrix è iniziato verso le 21.10 ed è durato circa 1 ora e 45 minuti.
Prima è stato intervistato Walter Veltroni con una interruzzione pubblicitaria.
E’ seguita poi l’intervista a Silvio Berlusconi con una interruzione pubblicitaria.

Tempi:
L’intervista del candidato del PD è durata 51 minuti e 32 secondi (compresa la pubblicità).
L’intervista del candidato del PDL è durata 52 minuti e 0 secondi (compresa la pubblicità).

Le interruzioni pubblicitarie:
Pubblicità durante l’intervista di Veltroni: 4 minuti e 6 secondi
Pubblicità durante l’intervista di Berlusconi: 1 minuto e 41 secondi. Meno della metà di quella riservata al leader del Partito Democratico.

Immagino che il problema qui non siano i 2 o 3 minuti in più, ma la possibilità di perdere telespettatori a causa di un’interruzione pubblicitaria più lunga.
Ancora: un caso?

Bene, penso che non ci sia null’altro da aggiungere. Volevo solo portare qui qualche dato, non dare commenti.

Perchè questo lungo post?

Perchè personalmente ritengo che il tema del conflitto di interessi sia di vitale importanza per la vita democratica di un paese (un po’ come dice l’OSCE) e quando se ne discute, ovunque, tutti minimizzano sempre questo problema.

Molto spesso appunto perchè non si conoscono questi dati direi… evidenti.

E perchè non si conoscono questi dati?…
Mah… Sarà proprio una conseguenza dello stesso conflitto di interessi? Chissà… :D

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7 Commenti a “Conflitto di Interessi”

  1. Faccio un semplicissimo commento a quanto hai scritto, magari per evitare discussioni inutili e già fatte mille mila volta: Silvio avrebbe vinto comunque, quella del PD(+IdV) era una battaglia impossibile, già persa in partenza dopo l’esperienza del governo Prodi.

    Qui non stai dicendo che Ilvio ha vinto grazie alle TV, ma stai dimostrando il fatto che il suo conflitto di interessi ha ripercussioni REALI e SIGNIFICATIVE (per quanto non decisive, ok), e quindi, se questa è una democrazia, vanno presi provvedimenti adeguati, e ci si deve lamentare fino a quando ciò non succede.
    Se questa invece è una repubblica delle banane, tanto vale iniziare a spulciarsi e penzolare dagli alberi.

    Giusto, Itsfor?

  2. Certo,
    prova ne è il fatto che ho scritto questo articolo domenica ;)

    Sono d’accordo: questa volta non è stato decisivo… probabilmente…
    Nel 2006 però il distacco è risultato molto ridotto… Senza TV come sarebbe stato?

    Un’altro “chissà” da aggiungere alla lista

  3. [...] Conflitto di Interessi [...]

  4. [...] Epper ritorna ma cambia nome, benvenuto andrea.zilio.name! [...]

  5. [...] Epper si chiama andrea.zilio.name! Nuovo brodo, stessa pasta, un po’ come il [...]

  6. I dati che riporti sono incontrovertibili, il conflitto d’interessi esiste.

    Tendo personalmente a minimizzare la questione perche’, come ben sai epper, trovo che al momento ci siano problemi ben piu’ incombenti che gravano sulle teste di noi italiani, e al momento l’unico che sembra avere le capacita’ e la possibilita’ di fare qualcosa (nel bene e nel male) e’ il signor Silvio Berlusconi.

    Ci siamo mai chiesti perche’ siamo ancora qui a parlare di conflitto d’interessi?
    Se ne parla dal 94, dalla discesa in campo del Cavaliere. Da allora (dato di fatto) nessun tipo di opposizione e’ riuscito a legiferare in questione, tanto che l’unica legge sul conflitto d’interessi s’e’ fatta nel 2004 proprio dal secondo governo Berlusconi: una contraddizione evidente che ha spinto gli stessi oppositori che hanno avuto a piu’ riprese l’opportunita’ di governare ad abbandonare questo argomento come cavallo di battaglia in campagna elettorale.
    Non ci saremmo dimenticati mica che uno degli altri piu’ grandi conflitti d’interessi in Italia e’ quello rappresentato dal democratico Renato Soru, presidente di Tiscali e della Sardegna?

    Io dico che ce n’e’ per tutti, ed al momento, scusate se mi ripeto, c’e’ altro a cui pensare.

    P.S: Epper muoviamoci a fare quella cosa! ;)
    P.P.S: Magari potevi evitarti qualche errore di ortografia, gnurant! :D

  7. Sul fatto dei “temi più importanti”.

    L’informazione ha un ruolo fondamentale: deve controllare la politica.
    Negli altri paesi se un politico dice balle, fa delle idiozie, si comporta in modo non corretto o non prende delle decisioni adeguate, i giornali ne parlano e lo sbugiardano.
    Le carriere politiche, in questo modo, finiscono e i giornali, con le proprie inchieste e le prime pagine, possono portare i politici alle dimissioni.

    In questi paesi quindi i politici sanno che se fanno delle cavolate la pagheranno.

    Qui in Italia epidosi del genere sono inimmaginabili e il politico, qualsiasi cosa faccia la passa liscia: non pagherà mai per le cose che fa o le cazzate che dice.

    Insomma, in Italia non c’è alcun deterrente alle malefatte dei politici.

    Se questo deterrente ci fosse, di sicuro anche qui da noi i politici ci penserebbero 2 volte prima di promettere l’impossibile, di sparare dati a caso o di dare visioni non distorte, ma FALSE della realtà. (cose che invece accadono ogni giorno su ogni canale)

    E’ per questo che l’informazione è fondamentale, è il tema principale, prima dei salari e di qualsiasi altra cosa: con l’informazione, se i politici non risolvono i problemi, vanno a casa.

    Senza informazione e senza giornalisti liberi, no e ci teniamo quindi gli stessi politici e gli stessi e irrisolti problemi… da anni.

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